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sul blog del Caffè Letterario La Luna e il Drago

lunedì 24 aprile 2017

Nell’anno pirandelliano il Mediterraneo di Verga resta un confronto profondo

di Marilena Cavallo*


Marilena Cavallo
 Potrebbe esserci una comparazione, una diversità, un’alterità tra il Verga dei Malavoglia, di Mastro don Gesualdo, quindi il Verga popolare antropologicamente focalizzato in quella Sicilia in cui la cultura popolare diventa cultura dei linguaggi, cultura di un’etnia ben sistematica all’interno del territorio, e Luigi Pirandello del Fu Mattia Pascal e di Uno, nessuno, centomila.
Credo che già questa riflessione diventi rischiosa, azzardata. Verga e Pirandello, sebbene siano nati nella stessa regione (e pur Pirandello avendo amato profondamente Verga) ritengo che ci siano delle diversità di fondo tra il Pirandello, nella complessità della sua opera, e Giovanni Verga.

venerdì 21 aprile 2017

Nella Giornata Internazionale del Libro “Che il dio del Sole sia con te” di Pierfranco Bruni


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Nella Giornata Internazionale del Libro
 “Che il dio del Sole sia con te” di Pierfranco Bruni

nel segno dell’amore




Maria Cristina Parise Martirano*

*Presidente Società Dante Alighieri – Cosenza -




Come tutti i libri di Pierfranco Bruni ho trovato CHE IL DIO DEL SOLE SIA CON TE (Pellegrini editore) molto intrigante. Nello stesso tempo però, come tutti i libri di Pierfranco Bruni, un libro non facile da presentare, un libro complesso, e probabilmente qui sta il suo fascino, nel senso che non è una storia che si può raccontare…

Il titolo CHE IL DIO DEL SOLE SIA CON TE di per sé è illuminante non solo perché evoca il sole, ma perché come quando abitualmente diciamo “che Dio ti accompagni” allude ad un viaggio non facile anticipato dall’ottativo , con la sua ambigua formula di augurio ed insieme esortazione affinché non si risolva in un fallimento ( e qui ritorna il tema caro all’autore del viaggio e dell’Ulissismo dantesco.

PRESENZA LUCANA – 27° Anno – Tradizioni Popolari del sud – Alberi e uomini: feste dei boschi tra Basilicata e Calabria

PRESENZA LUCANA             Presidente: Michele Santoro
Associazione Culturale e Sociale
Via Veneto 106/a
Tel. 099/7384301  Cell 338.4945141
E-mail: presenzalucana@libero.it


PRESENZA LUCANA – 27° Anno – 
Tradizioni Popolari del sud – Alberi e uomini: feste dei boschi tra Basilicata e Calabria

 
Dopo l’incontro conviviale della Pasqua e la consegna delle tessere ai soci, ritorna per “I Venerdì Culturali di Presenza Lucana” la cartella “Tradizioni Popolari del sud”.
L’appuntamento ha come titolo “Alberi e uomini - La festa dei boschi in Basilicata e Calabria”. La relazione sarà tenuta dal giornalista, scrittore e fotografo fiorentino Andrea Semplici, redattore del quotidiano “La Nazione”, già membro del Comitato Scientifico “Nigrizia” e di Redazione della rivista “Africa e Orienti”. 

L’autore vanta collaborazioni, sia stabili e sia saltuarie, con molti e importanti settimanali e mensili (TuttoTurismo, Airone, QuiTouring, Africa, Linus, Archeo e altri ancora). Dopo aver girato il mondo, pubblicando testi e guide, interessanti quelle di frontiera Eritrea, Etiopia e Libia, Andrea, in particolare, ha scoperto e si è innamorato dei “Riti Arborei” che si svolgono in otto paesi della Basilicata e uno in Calabria: Accettura, Pietrapertosa, Castelmezzano, Oliveto Lucano, Rotonda, Castelsaraceno, Terranova, Viggianello e Alessandria del Carretto. Semplici, dopo anni di studi, ha pubblicato un libro di qualità, anche dal punto di vista fotografico, “Alberi e uomini” che illustrerà, con l’aiuto della proiezione di sue foto Venerdì 21 Aprile, alle ore 18.00, presso la sede di Presenza Lucana, in Via Veneto 106/A, con libero ingresso.

mercoledì 19 aprile 2017

Taranto celebra Luigi Pirandello a 150 anni dalla nascita - ’Università della Terza Età


TARANTO CELEBRA IL 3 MAGGIO LUIGI PIRANDELLO A 150 ANNI DALLA NASCITA CON PIERFRANCO BRUNI (MIBACT) ALLA PROVINCIA PER CONTO DELL’UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’

Taranto celebra Luigi Pirandello a 150 anni dalla nascita grazie all’Università della Terza Età “A. V.zo Curci”, Associazione di Formazione Culturale Permanente. 
Infatti Mercoledì 3 maggio alle ore 18.00 a Taranto, nel Salone della Provincia,  si parlerà di Luigi Pirandello con uno dei massimi esperti della letteratura pirandelliana, Pierfranco Bruni, saggista e scrittore, vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani,  nonché studioso ed esperto di Etnie e cultura del Mediterraneo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

sabato 15 aprile 2017

L’infanzia in Alvaro nel mito dei ritorni e la favola mito con il mio viaggio accanto

Il 15 aprile del 1895 nasceva Corrado Alvaro
L’infanzia in Alvaro nel mito dei ritorni e la favola mito
con il mio viaggio accanto

Pierfranco Bruni

Il mito in Corrado Alvaro ha sempre rappresentato un modello comportamentale nei processi letterari che hanno accompagnato tutta la sua opera. Un’opera che è stata attraversata da un concetto forte che sta a priori di ogni necessità letteraria e riguarda il senso dell’infanzia, la ricerca dell’infanzia, il tema dell’infanzia. Ed è proprio in questa visione dell’infanzia che si incentra tutta la dimensione simbolica in cui Corrado Alvaro ha costruito sia i modelli problematici del suo esistere, sia le interazioni tra estetica e linguaggio.
Una delle caratteristiche fondamentali che resta centrale in Alvaro, a cominciare da Gente in Aspromonte fino ad arrivare ai suoi scritti postumi, è il legame che crea con la terra e, in particolare, con il paese. Il paese è una metafora, ma è anche un luogo geografico. Metafora e luogo geografico diventano una metafisica dell’anima perché “essere geografia” per Alvaro è non perdere mai le radici, non perdere mai la profondità del radicamento al territorio. Ma questo radicamento al territorio si fortifica nella consapevolezza che quella geografia fisica, ovvero la geografia del paese, del territorio, della terra, è così fortemente radicata nella sua coscienza, nella sua anima e nel suo pensiero fino al punto di intrecciare l’immaterialità del paese come metafora con la materialità dell’uomo e da questo legame nasce l’imprigionamento del simbolo, il simbolo che è appunto il mito. Questo mito è dato da un immaginario che non può mai essere collettivo in Alvaro, ma sempre soggettivo.

giovedì 13 aprile 2017

A 190 anni dalla morte di Ugo Foscolo. L’inattualità di un contemporaneo


 di Pierfranco Bruni


A 190 dalla morte di Ugo Foscolo e l’inattualità del rivoluzionario che recupera la tradizione. Un percorso che resta fondamentale in una età della ragione che in Foscolo ritrova la malinconia e il tempo tragico. Foscolo è la tradizione post medievale ma è anche il rivoluzionario che annuncia il romantico sentire la vita con la metafisica dell’anima. Infatti non si può prescindere da una osservazione che si apre alla modernità della letteratura attraverso il disegno della tradizione e della memoria: “L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità”.
Ugo Foscolo. Il poeta che traccia il silenzio dei “Sepolcri” e la grecità di Zante nel canto sublime di un ulissismo dolorante. La rivoluzione e l’eresia. Un binomio che permette di leggere Ugo Foscolo tra il superamento della Ragione e la “rappresentazione” del rivoluzionario nella sua attualità. Ugo Foscolo. L’inquietudine dell’intellettuale moderno nell’eresia del rivoluzionario è un percorso fondamentale per comprende l’agonia di un’epoca e la solitudine di un uomo.

LUCIA ROTUNDO FRAMMENTI DI UNA STORIA Nello storico Museo Civico Mons. “Domenico Mambrini” di Galeata (F.C.)


COMUNICATO STAMPA




LUCIA ROTUNDO
FRAMMENTI DI UNA STORIA
                                                                        
MUSEO CIVICO MONS. “DOMENICO MAMBRINI” (XV sec.)
GALEATA (FORLI'-CESENA)

30 aprile – 05 giugno  2017

Vernissage domenica 30 aprile 2017, ore 18.00


Nello storico Museo Civico Mons. “Domenico Mambrini” di Galeata (F.C.), ex-convento dei Padri Minori Conventuali (XV sec.), nei pressi dell'area archeologica della città romana di Mevaniola - avrà luogo, domenica 30 aprile alle ore 18.00, l'inaugurazione della mostra personale della nota scultrice Lucia Rotundo, intitolata “Frammenti di una storia”, promossa ed organizzata dalla direzione scientifica del Museo e dall’Amministrazione Comunale di Galeata, nell'ambito delle attività espositive progettate per la stagione artistica 2016-2017.
La mostra personale dell'artista è curata dal critico e storico dell'arte Paolo Balmas, docente all'Università “La Sapienza” di Roma e da Caterina Mambrini, direttrice del Museo Civico di Galeata.
L'artista presenta una significativa selezione di opere della sua recente ricerca.
Scrive Paolo Balmas, nella presentazione in catalogo,che i frammenti della Rotundo abbiano cominciato a mostrarci anche la loro struttura organica, le loro possibili forme di combinazione o di contaminazione con altri elementi ed altre materie e da ultimo la loro flessibilità e disponibilità a trasformarsi in metafore o simboli di eventi più complessi resi comunque possibili proprio dalle loro qualità di base. Ritroviamo così le lastre da cui eravamo partiti rinominate come “cristalli” e sovrapposte a racchiudere piccoli manufatti secondo modalità che richiamano non il reperto naturalistico ma il ricordo di famiglia,  o ancora trasformate in contenitori cilindrici aperti verso l’alto simili alle offerte votive tipiche della religiosità contadina e molto altro ancora sempre e comunque nella logica della crescita e della trasformazione che partendo dalle tecniche del quotidiano, allude ad una partecipazione corale ma silenziosa all’affermarsi non tanto di questo o quello stile storico quanto di uno stile di vita tenace, volitivo forse anche per certi versi  rinunciatario, ma mai volgare o prevaricatorio.”