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sul blog del Caffè Letterario La Luna e il Drago

venerdì 23 settembre 2016

“Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla” (Ed. Esperidi 2015) di Valentina Perrone alla Festa dei Lettori - Leggo ergo Sum


COMUNICATO STAMPA

Venerdì 23 settembre 2016 alle ore 9.30, presso il settecentesco Palazzo Catalano a Castellaneta (Ta), nuova presentazione per il fortunato libro di Valentina Perrone, racconti di donne e coraggio racchiusi sotto il suggestivo titolo di: “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla” (Ed. Esperidi 2015).
La presentazione si colloca all’interno della due giorni nazionale “Festa dei Lettori” dal titolo “Leggo ergo sum-FAI leggere”, giunta alla sua XII edizione, organizzata dai Presidi del libro in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano.
L’evento di Castellaneta, con il patrocinio del comune, è organizzato dalla Pro LocoD. Terrusi”.
Dopo il saluto del presidente del delegato FAI di Taranto Paolo Pirami, dialogherà con l’autrice Agostino Palmisano.
È prevista inoltre la performance di danza di Gabriella Vinci. A seguire, altre iniziative quali una escursione tra i vicoli del borgo antico con le giovani guide dell’ IISS Flacco di Castellaneta, e una mostra dedicata al territorio e alla lettura allestita dagli studenti degli Istituti “Pascoli Giovinazzi” e “Filippo Surico”.
Il piccolo ed intenso libro che continua a riscuotere un alto gradimento di pubblico e critica, si è classificato al terzo posto a Cantù (CO) nell'ambito della IV edizione del Premio Letterario Nazionale “Il Tombolo” (maggio 2016). Uno dei racconti contenuti nel libro dal titolo “Attese”, ha vinto il primo posto per la sezione narrativa a San Pancrazio Salentino (BR), alla I edizione del Concorso Letterario Nazionale “Versi tra due mari” (giugno 2016).

mercoledì 21 settembre 2016

Nella terra di Ovidio, D’Annunzio e Silone l’antropologia è memoria nel presente: Scanno ha sguardi antichi

di Pierfranco Bruni



I beni culturali a Scanno! Un patrimonio della cultura. Una cultura che si fa identità di un territorio. Beni culturali e paesaggio. Le vere antropologie dei luoghi e dell’anima. Scanno. Una storia. Un bene culturale. Un patrimonio che scava in una civiltà. Un Premio. L’estate che entra nell’autunno. Il lago. Il Pan dell’Orso. Lungo le strade di Scanno. Settembre. Ci sono immagini che riflettono pezzi di sole. Vicoli antichi e frammenti paese che raccontano ricordi. Nelle attese delle donne ci sono infanzie lontane. Quelle donne vestite di paese antico, con un costume smesso e che  sa anche di festa e sono armonia nel loro sguardo.

martedì 20 settembre 2016

La Puglia e il Sud di Pierfranco Bruni come modello etno – antropologico

Pierfranco Bruni: “Le civiltà e i popoli sono etnie da ricontestualizzare e interpretare come elementi metafisici e storici”.

di Miriam Katiaka


Le Minoranze linguistiche e il valore etno – antropologico nella Ricerca di Pierfranco Bruni, Responsabile Progetto Etnie del MIBACT, hanno trovato una originale chiave di lettura che spazia tra le etnie definite tali, come contesto storico, e le problematiche demoantropologiche che interessano tutto il territorio nazionale. Quella che è stata Magna Grecia e poi Regno delle Due Sicilia, e ancora Regno di Napoli, ha una rappresentatività antropologica di estremo valore culturale.

lunedì 19 settembre 2016

PIERFRANCO BRUNI > SCANNO 2016 > UN PREMIO... NEL CUORE





Pierfranco

BRUNI

 

Premio Letterario Scanno Edizione 2016


UN ESTRATTO DEL CONVEGNO DI PIERFRANCO BRUNI:
 
".. Ma Pirandello ha lasciato una eredità indelebile. Bisogna però leggerlo con la capacità e il coraggio di trovarsi in una pagina che supera tutti gli ISMI. È  il Novecento serio e continua a vivere negli scrittori seri ironici e pesanti.   Pirandello è lo scrittore che usa la parola come archeologo con le mani in uno scavo. Scruta l'anima.  L'archeologo analizza gli strati del terreno.  Pirandello pone la coscienza davanti ad uno specchio.  Il suo esistenzialismo è decadenza ontologica. Come pescatore di un mediterraneo diffuso cerca di fare entrare nella rete il mito e il rito,  l'ironia e il sorriso,  il tempo e la morte. La sua rete si distacca da Capuana recuperando comunque le sue  favole e da Verga.  Pirandello rompe il naturalismo e tutto si intreccia tra il tragico e la solitudine. Pirandello non è I vecchi e i giovani. È nel Pavese di Verrà la morte,  in Camus,  in Pessoa  della inquietudine. Verga non esiste più..."

Premio Scanno 2016

Momenti del...

 

Un lago nel cuore
 

 

... convegno

 

Il cuore del pubblico
 






L'ultimo pensiero - un romanzo di Lauro Zanchi

Ci sono eroi silenti, che combattono fino alla fine, fino all’ultimo granello di vita. E cercatori che cercano, senza fare il benché minimo rumore fino a quando resta luce, finché resta aperta anche l’ultima fessura. Poi succede che alcune vite si risvegliano e diventano storie, paradigmi di tutti gli altri eroi e di quei cercatori silenziosi."

Sabato 24 settembre alle ore 18, presso l'Istituto Pacioli in Crema, Lauro Zanchi presenterà il suo nuovo romanzo, L'ultimo pensiero, edito da Robin Edizioni. 
La presentazione è aperta al pubblico. 

Dialogherà con l'autore Barbara Rocca con letture di MariangelaTorrisi.

L’ultimo Pensiero è un romanzo liberamente tratto dalla storia vera di Luciano Basso, un alpino giunto tra i primi a Longarone la sera del 9 ottobre 1963, quella del disastro del Vajont. Nella disperazione della catastrofe, ciò che gli permette di continuare a vivere, a sopravvivere, è il ritrovamento tra le macerie di un bambino rimasto miracolosamente illeso e che gli si aggrappa con tutte le sue forze, finché non sarà necessario sedarlo per poterlo sottoporre agli accertamenti e alle cure del caso.
L’alpino non vedrà più quel bambino, del quale, misteriosamente, si perdono le tracce. Il protagonista, tra incontri e storie parallele, passerà il resto della sua vita con la promessa sacra di ritrovarlo. L’ultimo Pensiero è un   romanzo che racconta il dolore e la gioia, la disperazione e la speranza, l’amore e la delusione, la fragilità e la forza, nei binomi che percorrono i paradossi di certe vite.

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Lauro Zanchi ha di recente ricevuto il Premio Speciale del Caffè Letterario La Luna e il Drago per la narrativa inedita, negli ambiti del Premio Letterario Internazionale Energia per la Vita, 3° edizione 2016, promosso dal Lions Club Rho. 

Io Totò e le maschere di Pirandello da Scanno a Napoli

di Pierfranco Bruni

Totò: “Perdere chi non conosce rispetto è un grandissimo guadagno”.
Bruni: “… è sempre doloroso perdere chi pensa di volerti bene ed è triste perdere chi pensa di rispettarti. Ma si tratta soltanto di un pensiero…”.

Totò: “L'ignorante parla a vanvera. /L'intelligente parla poco. /'O fesso parla sempre.


Scanno ha celebrato Pirandello avviando una discussione su Antonio De Curtis (ovvero Totò). Giulio Rolando, che ha coordinato il Convegno pirandelliano scannese con la proiezione del Video di Anna Montella dedicato al mio “Pirandello. Il tragico e la follia” (nemapress), ha rilanciato con la mia relazione e gli interventi di Neria De Giovanni e Paolo De Nardis, le celebrazioni su Totò fissate tra Napoli e Scanno per i 50 anni della scomparsa.
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Totò: Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis”, la maschera e l’ironia. Totò ha segnato un tempo che lega Prandello e Eduardo De Filippo. L’ironia che si fa riso – sorriso. Un concetto profondamente pirandelliano: “Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza”. “La mia faccia non mi è nuova, ce l'ho da quando sono nato”.

(SCANNO. AG. SLSI) DALLA RELAZIONE DI PIERFRANCO BRUNI.

(SCANNO.  AG. SLSI) 
DALLA RELAZIONE DI PIERFRANCO BRUNI.  
CELEBRIAMO PIRANDELLO A 80 ANNI DALLA MORTE.  

Ma Pirandello ha lasciato una eredità indelebile. Bisogna però leggerlo con la capacità e il coraggio di trovarsi in una pagina che supera tutti gli ISMI. È  il Novecento serio e continua a vivere negli scrittori seri ironici e pesanti.   Pirandello è lo scrittore che usa la parola come archeologo con le mani in uno scavo. Scruta l'anima.  L'archeologo analizza gli strati del terreno.  Pirandello pone la coscienza davanti ad uno specchio.  Il suo esistenzialismo è decadenza ontologica. Come pescatore di un mediterraneo diffuso cerca di fare entrare nella rete il mito e il rito,  l'ironia e il sorriso,  il tempo e la morte. La sua rete si distacca da Capuana recuperando comunque le sue  favole e da Verga.  Pirandello rompe il naturalismo e tutto si intreccia tra il tragico e la solitudine. Pirandello non è I vecchi e i giovani. È nel Pavese di Verrà la morte,  in Camus,  in Pessoa  della inquietudine. Verga non esiste più. (Ag.  SLSI.  Dalla Relazione di Pierfranco Bruni a Scanno convegno su Pirandello).